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OTTIMISMO E PESSIMISMO: EQUILIBRIO PERFETTO

Qual è la ricetta magica per avere una vita soddisfacente?  Quali sono gli ingredienti che dobbiamo avere, per raggiungere i nostri obiettivi? Per portare avanti i nostri sogni e per trasformarli in progetti reali??

(Ce l’ho qua! Acqua, farina, lievito, un pizzico di sale…ma anche un pizzico di zucchero. Ops… questo è la ricetta dell’impasto della pizza! Non so se tu ci hai mai provato, ma alcune persone oltre al sale mettono anche una punta di zucchero. Perché ti dico questo? Prima di tutto perché puoi provare a fare la pizza. Ma anche perché)

Nella vita per riuscire a raggiungere i nostri obiettivi, dobbiamo avere a portata di mano due ingredienti importanti un po’ di ottimismo, ma anche un filo di pessimismo.

E ora immagino mi dirai…che serve essere ottimismi lo immaginavo, ma perché serve essere pessimisti? A cosa serve?

In forma lieve e mai eccessiva, il pessimismo serve a contenere i rischi generati dall’ottimismo.

Il pessimismo, inteso come preoccupazione e prudenza, è alla base del realismo di cui spesso abbiamo bisogno. Serve a farti vedere la realtà così com’è, nelle sue difficoltà, nella sua versione più dura. Un po’ di pessimismo porta con sé un maggiore senso di realtà e oggettività. Il pessimismo è quello che ti fa dire: “devo stare attento perché il successo temporaneo, il pericolo è in agguato”.

Martin Seligman, il padre della psicologia positiva, ha mostrato i risultati di 10 anni di ricerca fatti proprio sull’ottimismo e sul pessimismo. Quello che è emerso, è che le persone ottimiste credono di avere molto più controllo sugli eventi di quanto ne hanno realmente, soprattutto in situazioni in cui, sono di fatto impotenti. Le persone pessimiste invece, si sono rivelate più sagge, giudicando più accuratamente il proprio livello di controllo gli eventi. Per farla breve, sembra che gli ottimisti distorcono la realtà in funzione dei propri bisogni, mentre i pessimisti tendono a essere più obiettivi.

Insomma, quando le cose non stanno andando bene o quando abbiamo avuto un fallimento, ciò che ci serve non è avere una visione ottimistica e consolatoria delle cose, ma una visione rigidamente realistica.

 

Quando serve l’ottimismo e quando serve il pessimismo

Alla luce di quanto abbiamo detto, quando serve l’ottimismo e quando serve il pessimismo?

L’ottimismo serve per avere sogni, speranze e grandi progetti. Quando siamo ottimisti distorciamo benignamente la realtà per dare ai sogni la possibilità di emergere. Se non ci fossero questi momenti non realizzeremmo mai niente di difficile, non affronteremo le situazioni che ci incutono timore e non faremmo mai nulla di rischioso. Non sarebbero mai nati progetti come quelli dell’areoplano o del computer. L’Everest non sarebbe mai stato scalato e non si sarebbe corso 1 miglio in 4 minuti.

La ricetta perfetta sta nella relazione tra l’ottimismo e il pessimismo, nel modo in cui si alternano e si correggono reciprocamente. È questo il meccanismo che permette alle persone di realizzare i loro progetti.

 

RICORDA 

L’ottimismo ci spinge ad agire, a cambiare, a seguire i nostri sogni. È il nostro motore.

Il pessimismo induce a riflettere e frena la spinta ad agire in modo imprudente e sconsiderato.

Impara a scegliere l’ottimismo il più delle volte, ma anche ad ascoltare il pessimismo quando è giustificato.

Perché per avere successo nella vita occorrono sia l’ottimismo, sia un pizzico di pessimismo. Ti piace questa ricetta?